sabato 19 agosto 2017

Day 10. Ritorno al littlepoorriver.



E infine prendiamo la via del ritorno e i suoi 600 km, cercando di uscire da Lione senza rimanerne intrappolati, a causa dei mille lavori in corso e del navigatore che fa a pugni con il buon senso.

E infine scopriamo di aver guidato per 3800 km in dieci giorni, che lasciano dei bei ricordi della Francia e dei suoi abitanti e anche un certo disagio alla fascia lombare.

E infine abbiamo mangiato troppe galette, ma in rapporto abbiamo bevuto anche sidro a sufficienza e le ostriche le ho provate e le moules frites con il vino bianco anche. Ho la medaglia da turista medio, dunque.

E infine abbiamo visto quel che volevamo ma non tutto quello che avremmo desiderato.

E infine il meteo fresco e piovoso bretone e normanno lo abbiamo dovuto salutare affogando pian piano nell'afa nostrana.

E infine vediamo sui cartelli delle autostrade lampeggiare le scritte di solidarietà a Barcellona e pensiamo anche alla Normandia, a tutte le croci bianche, a quel che l'uomo riesce a combinare e che, a quanto pare, non smetterà mai di fare per rovinare se stesso e il mondo che lo circonda.

E infine troviamo Gandalf entusiasta di saltarci addosso e Amalia leggermente infastidita dalla lunga assenza.

E infine andiamo a riempire il frigo e a far girare la lavatrice.

E infine vado alla casetta dell'acqua e trovo un tizio, un italico, indigeno con canotta e ciabattone, lo saluto educatamente, quello mi guarda con il tipico sguardo da mucca e non risponde, poco dopo si soffia il naso nella mano nuda e se la passa sui pantaloncini, se ne va. 
Evviva l'Italia mi viene da pensare.
Ma chi se ne frega, considero.
Che pena, concludo.

E infine avrei voluto aggiungere qualche altra inutile considerazione giusto per tediarti mio unico e assente lettore, ma non è ho gran voglia e mi limito a questo post appesantito da tutti gli "e infine" davanti ad ogni punto... ne ammiro l'inutilità e ne gusto il fastidio, ma per tediarti, amico mio, sappi che sono pronto a qualunque sacrificio.

Ti saluto lettore, vai in Francia, se non l'avessi già fatto, mettiti una baguette sotto l'ascella e vattene a zonzo a vederla perché, a mio insindacabile giudizio, merita di essere vista.




venerdì 18 agosto 2017

Day 9. Clermont Ferrand è un bel nome.

È ora.
Direzione Gandalf e Amalia.
Una tappa di oltre 700 km per rientrare.
Partiamo dall'oceano e ci fermiamo in mezzo alla Francia. 
Prima una sosta e una breve e veloce visita a Rennes. 
Non ci ha trasmesso grandi emozioni, ma sono certo che la cosa sia reciproca e che Rennes continuerà ad essere Rennes nonostante noialtri due.
Una baguette e una birra belga. Un caffè per D3/4. Poi partenza per la prossima tappa.
Nemmeno una foto. Mea culpa.
Au revoir Rennes. 

Il posto scelto ha un bel nome. Clermont Ferrand. Ci andiamo di sera dopo aver preso la solita stanza simil ospedaliera.
Ci andiamo poco convinti di quel che troveremo e con qualche difficoltà a trovare il centro.
Il navigatore ci boicotta ma i cartelli stradali esistono per contestare anche il Google Map più testardo.
Ci andiamo per procacciarci cibo come moderni cacciatori denaro dotati.
Galette. Ancora. (Le creperie sono l'unico posto dove la vegetariana D3/4 può scegliere più di un piatto... e io mi immolo in quanto aspirante santo).
E sidro. Ovvio.

Ma la città è affascinante nel tramonto e nella penombra dei suoi lampioni di luce fioca, sotto la prepotente cattedrale ben illuminata, tra i vicoli poco affollati e i locali carini e molto affollati. 
Bella serata.







Domani altri 600 km e poi rivedremo i due orfani Gandalf e Amalia.
E grazie a Monica, cognata e amica per il cat-sitteraggio alla peste grigia. Un bacio se mai dovessi capitare su queste pagine.



giovedì 17 agosto 2017

Day 8. Da Merlino all'Atlantico.

Merlino non si è palesato.
La dama del lago era ammollo per non dover giustificare lo scherzetto al mago.
Lancillotto broccolava.
Tra Artù e Ginevra c'era maretta.
La tavola rotonda era imbandita.
Le solite galette pronte.
Il sidro al fresco.
La fontana dell'eterna giovinezza è invecchiata.
La tomba di Merlino è nell'aria, non cercatela.
La fontana di Barenton non ha brontolato.
La foresta di Broceliande è mascherata da foresta di Paimpont.
Il Graal era pieno di sidro e lo si trova su tutti i tavoli in ogni casa e ristorante.
Chrétien de Troyes non era in zona.





Detto questo, mi aspettavo una foresta in cui passeggiare, perdersi e andare per sentieri per ore tra i riferimenti arturiani. E invece ci sono solo quattro percorsi minimalisti obbligati e che poco spazio lasciano alla fantasia. Comunque dai. Bello. Inutile lamentarsi Ailgamar... avresti dovuto nascere un migliaio di anni fa e andare in giro con una armatura e un Ronzinante.



Dopo la foresta andiamo a sentire cosa ha da dire l'oceano. Andiamo a Vennes, e poi nel golfo di Morbihan. Andiamo a vedere i porti e le spiagge di Port du Crouesty e Port Navalo. Bei posti. Belle le tette della cameriera della creperie di Crouesty (non ti scaldare lettore, la frase ha passato la censura di D3/4) e carina la spiaggetta di Navalo.







Poi torniamo a Vennes per cena. 
Galette con una cosa chiamata Anduille. 
Se chiedi al traduttore di Google esce: idiota. 
Lo so lettore. Probabilmente diceva a me (ok, sicuramente diceva a me).
In ogni caso, grazie agli amici a casa ho scoperto essere l'anduilette. L'intestino della mucca in forma di insaccato. E no. Non è buono. E ha un odore difficile da dimenticare. 
Dolce3/4 prende la galette alla raclette di formaggio.
Bisogna dire basta alle galette.

Ora solito Ibis stile ospedaliero. Domani Rennes sulla strada del lungo rientro.

Amalia e Gandalf mancano.
E anche i monti e la bici da bucare.
E gli amici non vacanzieri.

Siamo in giro da otto giorni non da quaranta. Hai ragione egregio lettore. 
Come sempre.